con la partecipazione straordinaria di Niccolò Fabi, Giovanni Sollima e altri
Parlare di rave e musica classica sembrerebbe quasi una contraddizione in termini, ma quando c’è di mezzo l’eclettico polistrumentista e direttore d’orchestra Enrico Melozzi – che il pubblico di Ravenna Festival ha avuto modo di conoscere alla guida dei 100 Cellos – tutto è possibile. Insieme alla sua Orchestra Notturna Clandestina, gruppo sinfonico composto da straordinari solisti di diverse nazionalità ed estrazioni musicali, una serie di ensemble classici giunti rispondendo a una sorta di chiamata pubblica, eppoi l’amico Sollima con l’ospite speciale Niccolò Fabi, che ha recentemente accompagnato in concerto all’Arena di Verona, Melozzi dà vita proprio a un lungo “rave classico”, dal tramonto all’alba. Una maratona notturna nel segno della divulgazione di Bach, Mozart e Beethoven, solo apparentemente lontani dal gusto dei più giovani.
Come suggerisce il titolo, è il concetto di “circolarità” a ispirare la nuova produzione originale della Classica Orchestra Afrobeat, l’istrionico ensemble da camera diretto da Marco Zanotti che per questo debutto è “affiancato” dalle opere della Mutoid Waste Company, il collettivo nato in Inghilterra negli anni Ottanta e da tempo stabilitosi a Mutonia, presso Santarcangelo di Romagna. Così, con un organico in bilico tra barocco e contemporaneo e proponendo scenari di forte impatto sonoro e visivo, si tenta una rappresentazione del nostro futuro prossimo, quando l’umanità volgerà lo sguardo finalmente in alto, verso una vita più dignitosa e sostenibile. Innescando una profonda riflessione sulla convivenza in un ambiente in cui tempo e vita non sono linee rette, bensì Circles a spirale infinita.
Milano Marittima, Arena dello Stadio dei Pini |
dal 18 al 31 giugno 2023
Il Trebbo in musica 2.3
Qualche estate fa Vita, poesia e musica di Franco Califano
con Claudia Gerini e Solis String Quartet
soggetto e testo Stefano Valanzuolo canzoni di Franco Califano riarrangiate da Antonio Di Francia regia Massimiliano Vado
produzione IMARTS – International Music and Arts
con il contributo di Cooperativa Bagnini Cervia
La storia artistica di Franco Califano si è sempre intrecciata, per scelta consapevole, con quella umana, tanto che il personaggio, forse, ha spesso finito con il mettere in ombra l’autore di tanti successi. Qualche estate fac erca di riportare in equilibrio le due dimensioni, facendo di alcune canzoni molto amate il punto di partenza per raccontare la vita dell’autore. Per sfuggire alla tentazione di riproporre stereotipi dongiovanneschi e sottrarsi ai pericoli del raffronto col modello originale, il testo è declinato al femminile. Così i nove quadri che si susseguono sono narrati da voci di donne diverse: personaggi, soprattutto di fantasia, che raccontano aspetti e storie riferibili, nella realtà, all’uomo e all’artista.
Ogni quadro culmina in una sua canzone e la musica si fa didascalia del racconto.
Milano Marittima, Palazzo dei Congressi |
dal 15 giugno al 31 dicembre 2023
Il Trebbo in musica 2.3
Omaggio a Italo Calvino per i 100 anni dalla nascita (1923-1985) Le città invisibili con Sergio Rubini
Michele Fazio pianoforte
ideazione e coordinamento artistico a cura di Elena Marazzita riadattamento a cura di Cosimo Damiano Damato
AidaStudioProduzioni
con il contributo di Cooperativa Bagnini Cervia
Che rapporto ci sia tra gli atlanti di Kublai Kan e le città con nomi femminili raccontate da Marco Polo non lo sapremo mai – del resto, il filo del racconto si dipana proprio nell’impossibilità di conciliare le ragioni segrete della voce e quelle ignote dell’ascolto. E quello che di queste città ascoltiamo ci riporta sempre all’essenza labirintica di ogni luogo e all’ambiguità di ogni racconto. Così, tra le “città invisibili” ci sono quelle in cui non si capisce se un oggetto sia una cosa o un segno, quelle in cui l’entusiasmo per il nuovo è minacciato da pericolanti cumuli di spazzatura della vita passata, quelle che forse sono incompiute o forse già in rovina. A Sergio Rubini il compito di dipanare questo dialogo, scegliendo il suo percorso attraverso le città di Calvino, sostenuto dagli echi jazz del pianoforte di Michele Fazio.
Ars Ludi:Antonio Caggiano, Rodolfo Rossi, Gianluca Ruggeri, Alessio Cavalierepercussioni
Steve Reich: Drumming(Part 1)
Francesco Filidei: I funerali dell’anarchico Serantini (versione per 3 esecutori)
Famodou Don Moyedrums e percussioni, Simon Siegerpianoforte e trombone e Christophe Leloil tromba con la partecipazione di Silvia Bolognesicontrabbasso
Alvin Curran live electronics
Carte da musica (estratti): Luigi Espositopianoforte e Monica Benvenuti voce musica di Luigi Esposito, testi di Roberto Masotti Prima esecuzione assoluta
TAI No-Orchestra Massimo Falascone sax, Roberto Del Pianobasso elettrico e Filippo Monicodrums
con la partecipazione di Silvia Bolognesicontrabbasso,Martin Mayescorno e Gianluca Lo Prestilive visual immagini diRoberto Masotti
Per bussola, nell’esplorare le terre incognite della musica – là dove la musica accadeva o stava per accadere – aveva scelto la macchina fotografica; strumento fra gli strumenti, per mescolarsi ai nomadi del suono lungo un itinerario che era un continuo attraversamento di frontiere. E allora Terre incognite. Concerto per Roberto è un invito al viaggio: il Teatro Alighieri di Ravenna accoglie tanti di quei musicisti che Roberto Masotti, scomparso lo scorso maggio, ha incontrato, conosciuto, ascoltato, fotografato.
Oltre 30 artisti si alterneranno in scena nella città natale di Roberto, straordinario “fotografo della musica” e testimone di una meravigliosa stagione di creatività: sei ore di concerto, dal jazz d’avanguardia, soprattutto europeo ma anche d’oltreoceano, al sound ECM, etichetta discografica alla quale è stato legato da una collaborazione ultradecennale, alle tante altre musiche di oggi, incluse il minimalismo e la sperimentazione elettronica, passando per le contaminazioni fra suoni e l’evocazione dei paesaggi naturali al centro di tante sue fotografie. Né mancheranno testimonianze della sua attività nella videoarte e nella scrittura, anche poetica, quest’ultima poco nota al pubblico.
Milano Marittima, Arena dello Stadio dei Pini |
03 luglio 2022 | ore 21:30
Omaggio a Pier Paolo Pasolini Pierfrancesco Pisani presenta Il sogno di una cosa
liberamente tratto dal capolavoro di Pier Paolo Pasolini di e con Elio Germano e Teho Teardo
con il contributo di Cooperativa Bagnini Cervia
Tre ragazzi friulani vivono la breve giovinezza affrontando il mondo: l’indigenza delle origini in campagna, l’emigrazione, le lotte politiche, fino all’integrazione nella società borghese del boom economico. Desiderano la felicità, la bella vita in un paese straniero, maturano una coscienza politica e sognano la rivoluzione, per poi piegarsi ai compromessi dell’età adulta. Fino a morire di lavoro.
Pasolini, nel suo primo esperimento narrativo, ci parla con le voci di chi, dall’Italia del secondo dopoguerra, stremato dalla povertà, scappa illegalmente verso la Jugoslavia, attratto dal comunismo e con la speranza di trovare lavoro e cibo per tutti. Una sorta di rotta balcanica al contrario, su quello stesso confine che oggi i profughi in fuga sfidano per venire in Italia. Forse lo abbiamo dimenticato, ma non molto tempo fa eravamo noi a ricorrere ai passeur.
Milano Marittima, Arena dello Stadio dei Pini |
Disponibile fino al 31 dicembre 2022
Il Trebbo in musica 2.2
Il duce delinquente
di e con Aldo Cazzullo e Moni Ovadia violoncello, pianoforte e voce Giovanna Famulari
organizzazione Corvino Produzioni
con il contributo di Cooperativa Bagnini Cervia
Insieme alla fervida attività di giornalista, Aldo Cazzullo ama sempre più volgere la propria parola in chiave teatrale, e raccontare fatti e figure imprescindibili della storia italiana intrecciando la propria curiosità con il talento di attori e musicisti. Per fare luce su Benito Mussolini e sul fascismo, la cui granitica propaganda si consolidava nella misura in cui il duceriusciva a ordire crimini e tradimenti sia nella vita privata che come capo del governo, non poteva avvalersi di una voce più “urticante” di quella di Moni Ovadia, a cui affida testi di Mussolini stesso e delle sue vittime. Mentre l’eclettica Giovanna Famulari tesse la trama sonora del racconto a due voci a partire da musiche e canzoni d’epoca. Si dipanano così gli eventi che hanno portato alla guerra e segnato profondamente la storia del nostro paese.
Russi, Palazzo San Giacomo |
Disponibile fino al 25 luglio 2022
La notte del rap Claver Gold #symphonic
Orchestra Arcangelo Corelli direzione e arrangiamenti musicali Carmelo Emanuele Patti
produzione originale Ravenna Festival-Woodworm
Narrazione in presa diretta, una poetica urbana che passa dai sentimenti e dallo sguardo più intimo al sentire generazionale: l’hip hop di Claver Gold è un sofisticato intreccio di rime, in bilico tra passione, improvvisazione (il freestyle della migliore tradizione) e rigore compositivo. Dopo l’affermazione sulla scena rap italiana con una formazione “di strada” e tanti dischi indipendenti, arriva il confronto con l’opera del Sommo Poeta, un Infernum affrontato con l’amico e collega Murubutu. E arriva il grande pubblico, conquistato dai suoi incastri poetici, dove la quotidianità, come sempre fonte prima di ispirazione dell’hip hop, si mescola a evocazioni di fiaba nordica, quella più oscura e inquieta, che qui si colora delle tinte piene e degli impasti imprevedibili degli strumenti d’orchestra, i classici archi, ottoni e legni.
Convivio. Dante e i Cantori Popolari
con Ambrogio Sparagna e Peppe Servillo
Milano Marittima, Arena dello Stadio dei Pini |
25 luglio 2021 | ore 21:30
Ravenna Festival a Cervia – Milano Marittima
Il trebbo in musica 2.1 Convivio. Dante e i Cantori Popolari con Ambrogio Sparagna e Peppe Servillo
Ambrogio Sparagna organetto e voce
Peppe Servillo voce
Erasmo Treglia ghironda, violino a tromba e ciaramella
Clara Graziano organetto
Raffaello Simeoni voce, chitarra e fiati popolari
Marco Iamele zampogna e ciaramella
Alessia Salvucci tamburelli
Anna Rita Colaianni voce
Mario Incudine voce e chitarra e con il coro di voci bianche Libere Note diretto da Catia Gori con la partecipazione di Marco Pierfederici tastiera
con il contributo di
Si sa che la grandezza di Dante va ben oltre i confini dell’elitaria cerchia dei “colti” per irradiarsi, da sempre, nel cosiddetto mondo “popolare”. E si sa che i suoi versi nei secoli hanno influenzato e sono entrati nella produzione poetica di tradizione orale, per esempio ispirando metri e temi di quella pratica di poesia estemporanea in ottava rima che oggi, preziosa, sopravvive in alcune aree dell’Italia centrale. Allora, è proprio attraverso questo filo lungo sette secoli che corrono i canti e le musiche che animano questo “convivio” dantesco. Ambrogio Sparagna, insieme ad alcuni valorosi compagni di viaggio e alla testa di un ensemble poliedrico quanto esperto, concerta la narrazione: dalla vicenda di Paolo e Francesca a quelle di Ulisse e del Conte Ugolino, punteggiate da musiche “alla maniera antica”.